#noistiamoacasa – distanti ma uniti

#noirestiamoacasa
#noirestiamoacasa

#noistiamoacasa – distanti ma uniti: riscopriamo il valore del tempo da trascorrere tutti insieme in famiglia.

In questi giorni di isolamento sociale, città vuote e saracinesche abbassate, tante riflessioni hanno riempito i social:

Coronavirus, prova di maturità per una generazione baciata dalla fortuna” (Corriere della Sera).

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato” (A. Einstein).

Gli spunti per meditare non ci mancano e non ci manca neanche il tempo per pensare.

Voglio riportare uno stralcio delle riflessioni di Francesca Morelli, Psicologa – Psicoterapeuta – Terapeuta EMDR, sul suo profilo Facebook

Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte e condivido con voi alcune riflessioni.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunità, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo
“.

Ma quante cose possiamo fare adesso che siamo tutti a casa?

Ecco alcuni consigli della coach del benEssere Bruna Ferrarese:

Attività sempre rinviate

Qualche esempio? Riordinare le migliaia di fotografie salvate nel telefono, nel pc oppure stampate in formato tradizionale e accumulate da decenni.

Svuotare completamente l’armadio o il ripostiglio o la cantina o il box e procedere ad un radicale smaltimento di tutto ciò che è possibile eliminare.

Interessarsi ad argomenti nuovi

Si può seguire un corso online, leggere per svago o per studiare qualcosa che ci incuriosisce da sempre, fare ricerche nel web, guardare documentari e film, iscriversi a gruppi nei social network che sviluppano determinati temi.

Comunicare senza il criterio dell’utilità

Usando il telefono, Skype e WhatsApp conversare con familiari ed amici non solo per motivi funzionali ma per il piacere di una chiacchierata che non ha uno scopo (alcuni amici la chiamano “tele-donata”).

Reinventare il tempo trascorso con i propri cari – nipoti, figli e partner – con attività da fare insieme

Dai giochi di carte o da tavolo al cucinare dolci e pizze:

sul blog trovate tante ricette facili e divertenti, qui i link:

https://www.cucinachiacchierina.net/ricette/casetta-dolce-savoiardi-e-yogurt-greco/ (questa casetta dolce la potete realizzare insieme ai vostri bambini per una merenda speciale);

casetta dolce con savoiardi e yogurt greco
casetta dolce savoiardi e yogurt greco

oppure potete creare con la pasta sfoglia dei cestini da riempire riempire con quello che passa il frigo https://www.cucinachiacchierina.net/ricette/cestini-di-sfoglia-con-uova-e-formaggio/

cestino di sfoglia con uovo e formaggio
cestino di sfoglia con uovo e formaggio

Serve solo una riattivazione dell’area creativa sepolta sotto strati di routine ma, se siete in difficoltà, vi aiuteranno i vostri figli!

Insomma amiche e amici, il cattivissimo corona virus saltellante ce lo siamo “beccato”, proviamo a sfruttare a nostro vantaggio questa eccezionale condizione e probabilmente ci porteremo a casa anche qualche beneficio.

Grazie a Francesca Morelli e Bruna Ferrarese per le riflessioni e consigli.

#andràtuttobene

Titti e Mariachiara

Lascia un commento

Chiudi il menu