La mia esperienza detox con il Prof. Berrino a Casa Raphael (Roncegno Terme)
Quando rallentare diventa un regalo: la mia settimana con il professor Berrino
Seguo il professor Berrino da tantissimo tempo, fin dai seminari organizzati alla Cascina Rosa di Milano. Ho partecipato a diversi suoi incontri e ogni volta sono tornata a casa con nuovi spunti, nuove domande e, soprattutto, con una rinnovata voglia di prendermi cura di me.
Quando ho scoperto che avrebbe proposto una esperienza detox a Casa Raphael, immersa nel verde della Valsugana, ho sentito subito che era l’occasione giusta. Non tanto per “disintossicarmi” nel senso comune del termine, quanto per regalarmi una pausa dal rumore quotidiano, rallentare il ritmo e dedicare del tempo al mio benessere.
A dire il vero, a fare il passo decisivo è stata mia figlia.
“Mamma, questa esperienza è perfetta per te. Devi andarci.”
Mi ha dato quella spintarella che mi serviva e così ho prenotato senza sapere davvero cosa mi aspettasse.
Pensavo di partecipare a un corso sull’alimentazione naturale. Pensavo di ascoltare conferenze, mangiare bene e fare qualche passeggiata.
Mi sbagliavo.
Quella che ho vissuto è stata un’esperienza molto più profonda.
Una settimana fatta di yoga all’alba, camminate in montagna, tango, meditazione, silenzi, risate, pasti condivisi, nuove amicizie e tanti momenti di confronto con persone straordinarie.
Non è stato tutto semplice.
I primi giorni mi sono sentita un po’… “shakerata”. Uscire dalle proprie abitudini, rallentare davvero, osservare sé stessi senza le distrazioni della quotidianità richiede un piccolo atto di coraggio.
Poi, quasi senza accorgermene, qualcosa ha iniziato a cambiare.
Ho capito che il vero detox non riguardava solo il corpo, riguardava il modo di stare al mondo.
In queste righe voglio raccontarvi questa esperienza così com’è stata: senza idealizzarla, ma con tutta la gratitudine che provo verso chi l’ha resa speciale. Perché, a volte, il regalo più grande non è quello che impariamo durante un viaggio, ma quello che continuiamo a portarci dentro quando il viaggio è finito.
Introduzione – la mia esperienza detox
Vi racconto tutto!
Appena arrivata sono stata accolta da un parco meraviglioso. Un luogo dove il tempo sembra rallentare. Poltroncine e divanetti disseminati tra il verde invitavano a fermarsi, leggere un libro, ascoltare il silenzio, osservare gli alberi o semplicemente respirare. Già da quel momento ho capito che quella settimana avrebbe avuto un ritmo diverso da quello della vita di tutti i giorni.
Poco alla volta ho iniziato a conoscere gli altri partecipanti: persone arrivate da luoghi diversi, con storie diverse, ma accomunate dal desiderio di stare bene e di mettersi in gioco e in pochissimo tempo siamo diventati una piccola comunità.
Ho iniziato così a immergermi anche nell’alimentazione proposta dal professor Berrino: semplice, naturale, ricca di gusto e pensata per nutrire davvero il nostro organismo. Confesso che ogni tanto il pensiero correva a qualche dolcetto “tradizionale”… ma Silvia Belotti, con la sua cucina attenta e creativa, ci ha sorpresi ogni giorno ed i suoi dessert senza zucchero erano così buoni da farci dimenticare quelli che normalmente cerchiamo nelle pasticcerie.
E non si è limitata a prepararci ogni giorno piatti sani, equilibrati e sorprendenti, ma ha voluto condividere con noi il suo sapere attraverso un piccolo corso di cucina mostrandoci come poter replicare alcune delle sue preparazioni anche a casa, spiegandoci tecniche, accorgimenti e soprattutto l’importanza della scelta delle materie prime.
Ci ha accompagnato alla scoperta degli ingredienti fondamentali di questa cucina: prodotti semplici, naturali, di qualità, capaci di trasformarsi in piatti gustosi e appaganti.
È stato bello scoprire che un’alimentazione consapevole non significa rinuncia, ma creatività, cura e piacere.
Comunque, le giornate iniziavano presto con lo yoga fatto con la maestra Barbara Zerbini.
Entrare ogni mattina nella splendida sala della villa asburgica, con le grandi finestre aperte sul parco, il verde che sembrava entrare nella stanza, il profumo delle rose ed il silenzio interrotto solo dai suoni della natura, è stato uno dei momenti più emozionanti dell’intera settimana. Barbara, con la sua calma e la sua sensibilità, ci ha accompagnati in un percorso che andava ben oltre gli esercizi fisici ed era un invito ad ascoltare il corpo, il respiro e, forse, anche noi stessi.
Le escursioni in montagna sono state un’altra meravigliosa scoperta.
Grazie ad Anna Forti, una guida preparatissima e innamorata del suo territorio, abbiamo camminato in una natura ancora autentica, imparando a riconoscere la vegetazione, ad ascoltare la storia di quei luoghi e ad osservare la montagna con occhi nuovi. La sua passione era contagiosa e credo che tutti noi ci siamo innamorati, almeno un po’, delle “sue” montagne.
Le conferenze del professor Berrino rappresentavano ogni giorno un momento di grande arricchimento.
Abbiamo parlato di intestino felice, microbiota, prevenzione delle malattie croniche, alimentazione, stile di vita e dell’importanza delle nostre scelte quotidiane incontrando anche la filosofia e gli insegnamenti dei grandi maestri del passato con riflessioni che restano dentro.
Una frase, tra le tante, continua a risuonarmi nella mente:
“La vita è quella cosa che passa mentre noi siamo impegnati a fare altro.”
Quanto è vero.
Accanto a lui c’era sempre Cinzia, sua moglie e sua assistente.
Con discrezione, dolcezza e infinita disponibilità si prendeva cura di tutti noi. Era presente per ogni necessità, pronta ad ascoltare una domanda, un dubbio o semplicemente a scambiare due parole. Una presenza preziosa, capace di far sentire ciascuno accolto.
E poi… il tango.
Non avrei mai immaginato che una settimana detox mi avrebbe fatto scoprire anche questo mondo.
Claudia Mendoza e Luis Castro non sono stati soltanto due straordinari maestri di tango, ma hanno condiviso con noi l’intera esperienza, partecipando alla vita del gruppo con semplicità e spontaneità. La sera ci aspettavano le loro lezioni e, passo dopo passo, sono riusciti a tirar fuori qualcosa che forse nemmeno sapevamo di avere: la nostra anima tanguera.
È stato emozionante vedere persone che il primo giorno si muovevano con timidezza, lasciarsi andare, sorridere, divertirsi e, alla fine della settimana, chiedersi già dove continuare a studiare tango una volta tornati a casa.
Ripensando a quei giorni, mi rendo conto che sarebbe riduttivo definirla semplicemente una vacanza detox.
È stata un’esperienza di benessere a trecentosessanta gradi.
Un’occasione per rallentare, imparare, muoversi, respirare, ascoltare, condividere e conoscere persone meravigliose.
Comincio col farvi ammirare la bellezza ed intensità della location, guardate un po’
🌄 Cosa abbiamo fatto? Ecco un mini diario fotografico
📸 Le immagini – Dalle sessioni di yoga alle altre esplorazioni culturali, ogni scatto racconta una parte di questo viaggio. E voi, avete mai pensato a un’esperienza così trasformativa?
💡 Cosa mi porto a casa? Le lezioni più preziose della mia esperienza detox
Sono tornata a casa con un bagaglio ancora più ricco di consapevolezza, che si aggiunge al percorso iniziato tanti anni fa seguendo il professor Berrino, ma soprattutto sono tornata felice.
Felice di aver detto sì a questa avventura.
Felice delle persone incontrate.
Felice di aver scoperto che, a qualsiasi età, si può ancora imparare, cambiare, emozionarsi e lasciarsi sorprendere.
E, soprattutto, con una certezza: questa non sarà l’ultima esperienza di questo tipo perché alcuni viaggi finiscono il giorno del rientro, ma altri, invece, continuano a camminare dentro di noi.
🙏 Ringraziamenti
Ringrazio davvero tutti gli addetti ai lavori e tutti i miei compagni di viaggio.
Titti e la sua






